mercoledì 29 ottobre 2008

Guillermo.

Il primo è lui. Guillermo.
Come un matto sfoglio miriadi di fotografie su internet nei siti deditati alle piante grasse. Sì, è vero, voglio sapere come si cura, come si coltiva, ma soprattutto "chi è".
Facile. Lo becco immediatamente: un Astrophytum Ornatum.
E' attraverso di lui che mi immergo nella galassia delle piante grasse.
Otto costolature, la sua epidermide sembra un cielo stellato.
Leggo che per crescere bene ha bisogno di essere esposto direttamente al sole, un'innaffiatura ogni 8-10 giorni da aprile a settembre.
Presto preparerò anche il terriccio apposito: lapillo, torba, sabbia di fiume.
Lo osservo tutto orgoglioso. E le sue spine crescono in fretta, giorno dopo giorno.
So di che colore sarebbero i suoi fiori. Attendo con pazienza.

giovedì 16 ottobre 2008

All'inizio.

Si inizia sempre dall'ignoranza.
Vuoi imparare una lingua, coltivare un hobby, scalare una montagna, piegare un origami, c'è sempre un punto inziale in cui non sai cosa devi fare e come farlo. All'origine di tutte le cose, insomma, c'è sempre il buio dell'ignoranza che devi debellare, stracciare a poco a poco, come una coltre di veli. E all'inizio il coltello dell'esperienza è spuntato, corto e poco affilato, ma velo dopo velo, ti sembra di penetrare in un mondo pieno di vie e vialetti, botteghe, stanze e percorsi battuti da persone dotati della tua stessa passione.
Così ho iniziato anch'io. Come tutti. Dall'ignoranza.
Mi ricordo perfettamente quando acquistai le prime piante grasse del mio personale giardino.
Dal bancale del centro giardinaggio avevano attirato la mia attenzione per la loro forma aliena, diversa. In effetti piante grasse e cactus senza dubbio sono esseri provenienti da un altro pianeta. Insomma non so cos'è successo, so dire soltanto che non appena sono stato punto da una delle loro spine non sono stato più lo stesso.
Il mio primo desiderio, stranamente, è stato quello di vedere come sarebbero cresciute, da quale parte si sarebbero sviluppate, e in quanto tempo.
Naturalmente non avevo idea di quali fossero i nomi scientifici di ognuna di esse, così le chiamai Guillermo, Stanley, Paco e Nabucodonosor.

lunedì 6 ottobre 2008

Uno strano giardino.

E' come se avessi un giardino tutto mio sul balcone.
E' un giardino strano, bitorzoluto e spinoso.
Per tenerlo al meglio, bisognerebbe cercare la posizione giusta per ogni pianta, il terriccio giusto, l'irrigazione corretta, l'insetticida per i parassiti, il fertilizzante adatto.


Questo blog è dedicato a quel giardino, popolato dalle mie esperienze, dal mio impegno, dai miei svariati tentativi, dai miei fallimenti e dai miei successi.
Spesso, la vittoria è tenere in vita una piantina data per spacciata.


A volte, la ricompensa è un effimero e bellissimo fiore.