Si inizia sempre dall'ignoranza.
Vuoi imparare una lingua, coltivare un hobby, scalare una montagna, piegare un origami, c'è sempre un punto inziale in cui non sai cosa devi fare e come farlo. All'origine di tutte le cose, insomma, c'è sempre il buio dell'ignoranza che devi debellare, stracciare a poco a poco, come una coltre di veli. E all'inizio il coltello dell'esperienza è spuntato, corto e poco affilato, ma velo dopo velo, ti sembra di penetrare in un mondo pieno di vie e vialetti, botteghe, stanze e percorsi battuti da persone dotati della tua stessa passione.
Così ho iniziato anch'io. Come tutti. Dall'ignoranza.
Mi ricordo perfettamente quando acquistai le prime piante grasse del mio personale giardino.
Dal bancale del centro giardinaggio avevano attirato la mia attenzione per la loro forma aliena, diversa. In effetti piante grasse e cactus senza dubbio sono esseri provenienti da un altro pianeta. Insomma non so cos'è successo, so dire soltanto che non appena sono stato punto da una delle loro spine non sono stato più lo stesso.
Il mio primo desiderio, stranamente, è stato quello di vedere come sarebbero cresciute, da quale parte si sarebbero sviluppate, e in quanto tempo.
Naturalmente non avevo idea di quali fossero i nomi scientifici di ognuna di esse, così le chiamai Guillermo, Stanley, Paco e Nabucodonosor.
giovedì 16 ottobre 2008
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